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CESARE ZAVATTINI
di Carlo Lizzani
Italia, 2003
Produzione: Felix Film
Corpoduzione: Cinecittà Holding, Istituto
Luce, L’Immagine, Rai Trade
Produzione esecutiva: Laura Pettini e Silvia Pettini per
la Felix Film
Distribuzione internazionale: Rai Trade
Formato: Betacam SP, 63 minuti
Un film su “Za” scrittore, pittore, direttore editoriale,
operatore culturale, oltre che cineasta, che fonda sulla lunga esperienza
di Lizzani come regista e come storico del cinema e che al tempo
stesso nasce anche dai ricordi personali, da una frequentazione
che l’autore ha avuto con Zavattini, richiede, per la ricchezza
delle angolazioni offerte dalla sua personalità, un impegno
complesso di “messa in scena”. La struttura del racconto
si articola tra riprese originali nei luoghi della formazione, testimonianze
di attori, amici e collaboratori, testimonianze dello stesso Zavattini,
via via citando sequenze dei film.
Un “ritratto” di Zavattini permette al pubblico internazionale
di percorrere a tutto campo la storia stessa del cinema italiano,
dagli anni ‘30 agli anni ’70. E di svelare i tanti misteri
di quella stagione neorealista – che ha reso universalmente
noto il nostro cinema, ma che affonda le sue radici già negli
anni antecedenti alla guerra e prolunga la sua ombra e i suoi riverberi
su tante opere dei decenni successivi.
Solo la personalità complessa a volte contraddittoria, provocatoria
addirittura, di Zavattini ci fa capire meglio quella coesistenza
di fantastico e realistico che è una delle peculiarità di tutto il Neorealismo e non solo dei film scaturiti dal sodalizio
De Sica / Zavattini.
Nella formazione di Zavattini, scrittore, pittore, cineasta, sono
decisive le esperienze innovatrici italiane ed europee in campo
letterario e pittorico, degli anni venti e trenta. Come è noto, la cultura fascista ufficiale non riesce a occultare del tutto
i movimenti protagonisti del Novecento. Del resto il movimento fascista
ha vissuto una coesistenza profonda col futurismo e con tanti fenomeni
di Avanguardia che in Europa sono diventati protagonisti.
Ma gran parte dell’opera di Zavattini è rimasta sulla
carta. Il suo rammarico è stato sempre quello di essere “in
ritardo” sui grandi temi posti dalla società in conseguenza
della complessità e della lentezza dell’Industria Cinematografica.
Questo e altro sarà egli stesso a raccontarlo e motivarlo
a scansione narrativa del documentario.
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