DOCUMENTARI E SERIE
ULTIMA FERMATA BERLINO
L'UOMO DELLE NUVOLE
SAN-TOME' OLTRE LA SENTENZA
IL VENTO FRA LE MURA (ERNESTO MARIA PASQUALI)
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NOUR AL MAGHREB
(LUCE DELL’OCCIDENTE)
di Stefano Grossi
Produzione: Felix Film
Co-produzione: Cinetelefilms (Tunisia-Francia), Media Plus Development Fund
Distribuzione internazionale: Rai Trade
Sceneggiatura e regia: Stefano Grossi
Formato: Digital Betacam
Durata: 52'
Sviluppato con il sostegno del Programma MEDIA della Comunità Europea
Oriente - Occidente: il viaggio di un regista europeo
che si interroga sui difficili ma indispensabili rapporti con il mondo arabo,
tra un oriente in piena confusione e un occidente dalle certezze rarefatte.
I protagonisti del documentario saranno Nouri Bouzid, autore
del film tunisino forse più bello e importante degli ultimi vent’anni,
Les sabots d’or, e altri suoi colleghi – Taieb Louichi, Ferid Boughedir
– oltre al produttore Ahmed Attia. Attraverso i loro occhi di narratori
e di registi e con l’aiuto del loro film, andremo a comporre una sorta
di affresco del tutto inaspettato e originale del mondo arabo-tunisino e delle
sue relazioni con l’Europa e l’Occidente. Tale affresco verrà
strutturato su due differenti livelli; al primo livello vedremo la Tunisia dall’interno,
con tutti i suoi problemi e le sue contraddizioni, attraverso diversi spezzoni
tratti da alcuni film scelti tra i più rappresentativi di Bouzid e dei
suoi colleghi; il cinema sarà così utilizzato in funzione di archivio
di immagini rappresentative della vita e della cultura ara; e all’interno
di questi film andremo a scoprire gli argomenti più scabrosi e proibiti:
la discriminazione delle donne e degli omosessuali; la corruzione politica;
la repressione degli oppositori politici al regime; la sopravvivenza di svariate
forme di cultura patriarcale; lo sviluppo sotterraneo e nascosto del fondamentalismo
islamico all’ombra delle moschee e della religione di Stato.
Al secondo livello il documentario assumerà la forma di un vero e proprio
road movie, un viaggio attraverso l’intera Tunisia, nel quale partiremo
dal cuore di Tunisi e ci spingeremo fino alle regioni del deserto, nel più
profondo sud del paese. Nel corso di questo viaggio avremo modo di intervistare
i registi-interpreti del film nei posti precisi nei quali hanno scelto a loro
tempo di ambientare i loro film, e potremo confrontare con loro, dall’esterno,
cioè dal personale punto di vista del regista come europeo e occidentale,
la sua visione, le sua opinioni e le sua emozioni riguardo alla Tunisia e al
mondo arabo in generale.
ISOLA DELLA MEMORIA
(IL DOTTOR PITRE’)
di Alessandro D’Alessandro e Marco Leopardi
Produzione: Felix Film
Co-produzione: Istituto Luce Fondo per lo Sviluppo
Distribuzione internazionale: Rai Trade
Sceneggiatura e regia: Alessandro D’Alessandro e Marco Leopardi
Formato: Digital Betacam
Durata: 52'
Sviluppato con il sostegno del Programma MEDIA della Comunità
Europea
L’avventura di un giovane documentarista in Sicilia
che è inaspettatamente affascinato dallo scoprire che memorie che lui
crede appartenenti al passato (feste, rituali religiosi, canzoni, mestieri,
ecc.) sono ancora esistenti oggi, di grande impatto emozionale, perché
l’elemento protagonista è umano, sia personale che corale.
Adam documentarista canadese di origine siciliana è
a Palermo per la prima volta, per i sopralluoghi di un lavoro sull’Inquisizione.
Venuto a sapere che i graffiti lasciati dai carcerati in un antico Palazzo,
sono stati scoperti da Giuseppe Pitrè nel 1906, decide di recarsi in
un museo che porta il suo nome. Qui rimane affascinato e incuriosito dalla mole
di scritti e reperti lasciati da Pitrè e soprattutto dal carteggio avuto
da lui con varie persone dell’epoca. Comincia sulla base delle lettere
a scoprire Palermo, a visitarne i luoghi che furono del Pitrè. La sua
inchiesta sul demopsicologo siciliano, si arricchisce di testimonianze scritte
e filmate. Si incontra con docenti universitari, persone del popolo, pupari,
pescatori, musicisti; partecipa a feste, processioni, attraversando la Sicilia
da Palermo a Trapani a Messina fino a Siracusa. Il suo viaggio nella Sicilia
di Pitrè si trasforma in una scoperta della Sicilia di oggi. Attraverso
il recupero delle proprie radici, in una terra attraversata da culture diverse,
Adam ha l’occasione di conoscere meglio se stesso e il senso del suo essere
al mondo.
Giuseppe Pitrè (Palermo 1841-1916) in oltre cinquant’anni di studi,
ricerche, comparazioni, seppe risalire alle origini archetipiche del popolo
siciliano per poi discendere fino alla sua generazione, cercando di capirne
meglio i bisogni e le contraddizioni. Il suo messaggio è chiaro e moderno:
bisogna approfondire le proprie radici, tenere viva la memoria interiore per
confrontarci con le altre culture nel segno della tolleranza e della convivenza.
L'UOMO DELLE NUVOLE
di Stefano Mordini e Mauro Bartoli
Produzione: Felix Film
Co-produzione: Kamera Film
Produzione esecutiva: Laura e Silvia Pettini per la Felix Film
Distribuzione internazionale: Rai Trade
Sceneggiatura e regia: Stefano Mordini e Mauro Bartoli
Formato: Digital Betacam
Durata: 52'
Se qualcuno facesse una scoperta capace di cambiare il mondo, il mondo si
lascerebbe cambiare?
Pier Luigi Ighina ha sviluppato teorie considerate bizzarre e deliranti dalla
scienza ufficiale, ma quando le sue macchine entrano in funzione accade qualcosa
di inspiegabile…
Lo scienziato Guglielmo Marconi, poco prima di morire, ha elaborato
teorie rivoluzionarie tenute rigorosamente segrete; uniche tracce, alcune dichiarazioni
rilasciate da Benito Mussolini. Esiste però un aiutante nascosto dello
scienziato, un collaboratore prolifico d’idee e di sperimentazioni, l’unico
testimone del misterioso lavoro di Marconi. Questo signore si chiama Pier Luigi
Ighina. Pier Luigi Ighina, fondatore del Centro Internazionale Studi Magnetici
con sede a Imola, ha continuato il lavoro iniziato con Marconi dedicando tutta
la vita allo sviluppo della scoperta dell’Atomo Magnetico “il promotore
di tutti gli altri atomi, capace di produrre le variazioni della materia”.
Molti studiosi ed appassionati si sono interessati al suo lavoro, che alcuni
considerano rivoluzionario. Pier Luigi Ighina, dal 1936, ha vissuto ad Imola
vicino all’autodromo, in una grande casa-laboratorio, circondata da imponenti
e coloratissimi macchinari dalle straordinarie potenzialità, alcune in
grado di controllare gli eventi atmosferici. Si è sempre dichiarato responsabile
della pioggia che spesso ha creato problemi allo svolgimento delle gare di Formula
Uno. Per questo suo essere personaggio eccentrico, stereotipo dello “scienziato
pazzo”, negli anni, a più riprese, media locali e nazionali hanno
parlato di lui e delle sue rivoluzionarie teorie, così incredibili da
suscitare ironia. Nel gennaio 2004, dopo oltre ottanta anni di esperimenti e
studi, Pier Luigi Ighina è deceduto. Le sue teorie sono ritenute, dalla
scienza ufficiale, talmente assurde da non dover essere prese in considerazione.
Alcuni studiosi, nel mondo, stanno continuando gli studi di Ighina anche perché,
quando le sue macchine entravano in funzione, accadeva qualcosa di inspiegabile…
GIARDINI D'INVERNO
di Maury Dattilo
Produzione: Felix Film
Produzione esecutiva: Laura e Silvia Pettini
Distribuzione: Rai Trade
Regia: Maury Dattilo
Formato: Digital Betacam
Durata: 52'
Il progetto ha l'obiettivo di fare conoscere alcuni giardini
italiani la cui valenza storica, civica e ambientale é specchio dell’evoluzione
antropologica avvenuta nel nostro Paese nel corso dei secoli. L’unicitá
dell’idea del giardino nasce in Eden e nei paradisi dove inizia e finisce
la vita degli uomini, in essi tendono a fondersi e a confondersi gli ideali,
le aspirazioni e le realizzazioni che hanno costruito nei secoli la storia del
giardino. Il novecento trasporta il giardino in un mondo senza confini e privo
di schemi prefissati, dove il luogo, il genius loci, prevale sugli impulsi derivanti
da teorizzazioni accademiche o da condizionamenti sociali ed economici. Si crea
un clima fertile per i giardini, dove convivono atmosfere senza tempo e in grado
di ospitare collezioni d’arte ambientali che definiscono spazi dell’anima
e dello spirito. Dalla Sicilia alla Lombardia sono questi i parchi e i giardini
che negli ultimi anni hanno accompagnato la transizione estetica verso il secondo
millennio. I giardini hanno un valore legato non solo alla loro grande bellezza
ma sono anche un esempio tangibile delle origini e delle capacità di
adattamento e di sopravvivenza dell'habitat naturale durante il tempo. Queste
capacità hanno permesso all'uomo di imparare, alimentarsi e svilupparsi
senza estinguersi. Le profonde modificazioni delle condizioni ambientali sull'intero
pianeta hanno fatto dell'educazione ambientale un punto di forza e una condizione
necessaria per sostenere il ruolo fondamentale che svolge per l'accrescimento
del senso civico e della conoscenza degli elementi identificativi del territorio.
Ecco perché il giardino moderno risponde ad una necessità, ai
ritmi e ai problemi degli uomini di oggi. Il giardino non è semplicemente
uno schema di giardinaggio: è anzi un 'luogo dello spirito', come si
diceva un tempo, dove si corre appena possibile per ritemprarsi, per fuggire
dalla città, dal lavoro, dagli inquinamenti - dove si va per stare in
compagnia delle sensazioni che amiamo. Il giardino non è quindi un luogo
utopistico caro agli ecologisti o ai verdi. Fare giardinaggio e visitare un
giardino sottintende obbligatoriamente la coabitazione con l'elemento naturale.
E coabitare con un giardino significa familiarizzare lentamente con un microcosmo
naturale, avvicinarlo sempre piú per comprendere la natura che racchiude,
per poi a sua volta saperla affrontare e rispettare quando questa natura la
viviamo nella sua totalitá e la attraversiamo nella sua infinita ampiezza,
sia per un viaggio che per quotidianitá. Il giardino è l'attività
culturale: implica interventi tecnici, mutamenti dello scenario e conseguente
affinamento delle capacitá sensoriali. L'intervento dell'uomo è
implicito, ma non può prescindere dall'osservanza delle leggi naturali.
Il giardinaggio, e quindi i giardini, sono la sola forma estetica che si svolge
completamente nell'ambito della natura. Quello del giardino è un esempio
forte, intensamente allusivo: ci fa capire ciò che si potrebbe ottenere
assecondando la natura, capendola, anziché forzandone lo schema, come
è tipico dell'età moderna.
IL VENTO FRA LE MURA
di Paolo D’Amato
Produzione: Felix Film
Co-produzione Kyd Production
In collaborazione con: Museo Nazionale del Cinema di Torino
Regia: Paolo D’Amato
Formato: Digital Betacam
Durata: 26'
Cento anni fa a Torino nasceva il cinema muto italiano. Perché
proprio a Torino? Quali furono i presupposti affinché la città
sabauda conservasse a lungo la supremazia su Roma e Milano, ugualmente partecipi
della rivoluzione cinematografica? Il nostro progetto cercherà di raccontare
la nascita e la morte della settima arte nel capoluogo piemontese in un periodo
di grave fervore culturale. I pionieri Ambrosio e Pastrone saranno raccontati
per quello che furono: fantasiosi artigiani, un po’ artisti e un po’
imbonitori, impresari ricchi di talento ma incapaci di affrontare l’ultima
battaglia con la crisi di settore degli anni Venti.
Le avventure di questi due grandi produttori, Pastrone e Ambrosio, saranno raccontate
dalla “voce”di un loro agguerrito concorrente, quello che allora
avremmo definito un outsider: Ernesto Maria Pasquali.
Pasquali fu infatti uomo di lettere, prima che di cinema. La
sua originale e attenta analisi della società torinese di inizio Novecento
si manifestava nei suoi articoli di giornale freschi e spontanei, ironici, mai
banali. Il suo occhio si soffermava curioso sulle persone, i luoghi, le manifestazioni
torinesi, sempre attento e partecipe, e i suoi pezzi si leggevano con piacere,
con un gusto che li contraddistingueva per il loro stile giovane e istantaneo,
lontano dalla pomposità e dalla retorica. E rileggerli oggi ci permette
di compiere un indimenticabile tuffo nel passato, in un’epoca che stava
per venire spazzata violentemente via dalla prima guerra mondiale e dai mutamenti
che ne sarebbero derivati.
I CARAVAGGESCHI
di Mario Balsamo
Produzione: Felix Film
Distribuzione internazionale: Rai Trade
Soggetto : Laura and Silvia Pettini, Mario Balsamo
Sceneggiatura e regia: Mario Balsamo
Formato: Digital Betacam
Durata: 52'
Il racconto delle opere più significative dei caravaggeschi,
raccolte nella collezione milanese di Luigi Koelliker, una delle più
importanti al mondo. Da qui attingerà la grande mostra di Palazzo Chigi
ad Ariccia che sarà allestita nell’autunno del 2006.
Non è il percorso all’interno di un evento
espositivo: la mostra non sarà filmata. Le opere saranno invece riprese
all’interno di un luogo inedito e affascinante per lo spettatore: le stanze
del palazzo in cui vive il collezionista Koelliker. I protagonisti del documentario
saranno i quadri, raccontati come storie, piccole sceneggiature, rimandi ai
temi di un’epoca e di una corrente pittorica che, per la prima volta,
superò i confini di un Paese e conquistò risonanza europea. Oltre
ai quadri, tre saranno i personaggi che interagiranno tra di loro: il sovrintendente
di Palazzo Chigi, Francesco Petrucci, il curatore dell’esposizione, Gianni
Papi, e il collezionista Luigi Koelliker. Ognuno animato da un peculiare rapporto
con i caravaggeschi.
Perché i caravaggeschi? Perché negli ultimi anni i seguaci di
Michelangelo Merisi sono stati rivalutati e sempre più celebrati: non
solo come abili imitatori del maestro, ma anche come artisti che hanno sviluppato
un linguaggio autonomo, fatto di spunti originali e fughe in avanti. Rivalutazione
che ha anche rintracciato in questa pittura i primi germi del Barocco.
E la celebrazione dei seguaci di Caravaggio è passata attraverso una
serie di importanti mostre. Ultima proprio quella che si inaugurerà nell’ottobre
del 2006 a Palazzo Chigi di Ariccia, “I caravaggeschi a Roma”: ottantacinque
opere di grande rilievo tutte provenienti dalla collezione Koelliker, molte
delle quali sconosciute.
PIETÀ PER GOETHE
dal soggetto di Giorgio Pettini
Produzione: Felix Film
Regia: Mario Balsamo
Formato: Digital Betacam
Durata: 52'
1944, quarto anno di guerra per l’Italia, invasa dai nazisti al Nord, occupata
dagli anglo-americani al sud ed al centro, giunti al limite della pianura romagnola
poco sopra a Rimini. Ogni casa della fertile campagna romagnola diveniva rifugio
e fortificazione per i soldati della Wermacht. Una convivenza diffusa e subita.
Protagonisti, testimoni e vittime della guerra appunto i cittadini tutti ed
in particolare i contadini, che subivano giorno e notte il terrore dei bombardamenti
e dei mitragliamenti aerei, alla pari dei tedeschi che bivaccavano nelle stesse
cucine, o nelle indifese cantine. Costante la convivenza sotto lo stesso tetto
di reparti tedeschi, in successivi avvicendamenti. Vistosi i casi di cercata
fraternizzazione dei soldati, persino di interventi di difesa straordinari di
vittime dei fascisti. Qui si narra delle due Famiglie Montanari, vissuti a 7
chilometri da Forlì, ossia la città di Mussolini. I Montanari
scoprono con stupore che i loro temuti ospiti si professano ammirati dei soldati
russi, aiutano a raccogliere il grano, e ad allontanare i fascisti.
L’8 agosto 1944 Forlì è sottoposta ad un terrificante bombardamento.
I caccia uccidono il Capofamiglia dei Montanari ed il graduato tedesco Rudy,
che comandava il reparto. Pirì e Rudy muoiono abbracciati. Il giorno
dopo il funerale delle vittime. Le due bare portate a braccia. Il prodigio evidente
fu che contadini e partigiani italiani, mescolati, e soldati tedeschi dimenticarono
davanti alla morte l’odio. Come finalmente ci fosse uno spiraglio nella
follia.
Una notte avvenne un attentato. Un graduato tedesco morì per aver urtato
una mina messa da ignoti. Scattò subito la rappresaglia. Rastrellati
tutti i contadini. Ne dovevano essere scelti otto per l’impiccagione.
Ma un ufficiale tedesco intervenne facendo liberare dai suoi i rastrellati.
La notte stessa il reparto del Maggiore venne inviato per punizione al fronte
russo. Partendo lasciò con una stretta di mano il libro che portava sempre
appresso come un breviario: “ Viaggio in Italia “di Goethe.
San Tomè oltre la sentenza
Di: Mario Balsamo
Produzione: Felix Film
Regia: Mario Balsamo
Formato: Digital Betacam
Durata: 52'
Scheda in aggiornamento.....
Ultima fermata Berlino
dal soggetto di: Federico Ferrone e Filippo Bologna.
Produzione: Felix Film
Formato: Digital Betacam
Durata: 52'
Scheda in aggiornamento....
PARLAMI DI HANNA
di Maury Dattilo, dal soggetto di Giorgio Pettini
Produzione: Felix Film
Sceneggiatura: Giorgio Pettini e Maury Dattilo
Regia: Maury Dattilo
Formato: Digital Betacam
Durata: 120'
Sviluppato con il sostegno del Programma MEDIA della Comunità Europea
La storia è ambientata a Cervia – Milano marittima
nell’estate del 1942. La Riviera Romagnola, da Milano Marittima a Cesenatico,
era divenuta nel 1942 un convalescenziario per gli ammalati ed i feriti provenienti
dal fronte utilizzando le strutture ricettive, trasformate in ospedali militari.
In tempo di pace, quegli edifici erano adibiti a soggiorni estivi. La stagione
turistica appariva più un atto di fede che una realtà commerciale.
Scarsi i villeggianti, in prevalenza donne, mamme coi figli più giovani,
perché la maggior parte degli uomini era in grigio-verde. Pochi gli alberghi
attivi. Fra gli ospiti prevalentemente gli ufficiali medici, in forza agli ospedali
militari, che coabitavano con i rari turisti.
Gli echi ancora lontani della guerra giungevano amplificati dai giornali radio,
accolti con la rassegnazione di chi era ormai convinto che il conflitto si volgeva
al peggio per l’Italia. Anche eventi occasionali, come l’affioramento
di una mina, erano segnali inequivocabili e drammatici dell’Apocalisse
che si approssimava. La presenza di tanti militari infittiva la presenza di
spie del Regime. Occorreva tenere alo il morale dei soldati. E le feste religiose
paesane e le sagre erano tollerate dal regime.
In tale contesto giunge a Milano Marittima lo studente forlivese Paolo, 19 anni.
Ha appena superato l’esame di maturità e si è iscritto alla
facoltà di Architettura di Firenze.
Ha raggiunto per una breve vacanza il padre, da poco richiamato alle armi nonostante
la non più giovane età, ed assegnato a Milano Marittima quale
comandante amministrativo dell’ospedale ricavato nelle ex colonie della
società Montecatini (un fiore all’occhiello, per le strutture modernissime
e la funzionalità, un capolavoro dell’architettura moderna firmato
da Terragni). Nell’albergo Paolo riconosce una compagna di scuola molto
bella e corteggiata. Scopre, turbato, la femminilità prorompente della
cameriera. Prova amicizia e simpatia per la figlia del pescatore da poco diplomata
maestra.
Ma la sua sensibilità e fantasia sono attratte da una giovanissima tedesca,
Hanna ospite dell’albergo con la madre ed uno studente amico. Nella volubilità
degli atteggiamenti della giovane tedesca, nell’alternarsi dei silenzi
ed improvvise esplosioni di gioia, Polo intuisce un mistero, agli inizi senza
risposta.
Poi inattesa sboccia l’amore e la speranza di un futuro. Poche effimere
ore al termine della grande festa di Ferragosto. Il giorno dopo la guerra bussa
alla porta, senza scampo o alternative per Paolo ed Hanna.
OMICIDIO ALL'ART GALLERY
di Corrado Paina
Produzione: Felix Film
Produzione esecutiva: Laura e Silvia Pettini
Sceneggiatura: Corrado Paina
Formato: 35mm
Durata: 120’ circa
Fa un caldo afoso a Toronto. Siamo nell’estate del
1994, l’anno dei campionati mondiali di calcio.
Luigi Sasta è il direttore del “La Stampa Italica”, un piccolo
giornale in lingua italiana di Toronto che lotta disperatamente per sopravvivere
nonostante la diminuzione progressiva dei suoi lettori. L’editore non
ha soldi, non paga più i salari e non può neppure aggiustare l’aria
condizionata e nella sede della Stampa Italica si soffoca dal caldo.
Luigi Sasta cerca di tenere la redazione insieme ed al contempo combatte la
sua battaglia personale con l’angina e con i suoi fantasmi. Nel 1991 Luigi
Sasta ed un funzionario di polizia, il Sergente Stevens, con cui aveva lavorato
in vari casi dove le vittime o i mandanti o gli esecutori erano di origine italiana,
avevano scoperto un ring di tangenti e favori i cui beneficiari erano dei politici
di origine italiana. Alcuni potenti palazzinari e degli amministratori comunali
volevano costruire in un parco comunale. La sollevazione popolare che segui’
alla presentazione del progetto di sviluppo spinse Luigi Sasta e Stevens a investigare
e a scoprire lo scandalo. In seguito a varie pressioni i due amici decidevano
però di lasciare il caso che poco dopo sarebbe stato insabbiato.
Tre anni dopo Luigi e’ nel suo ufficio alla Stampa Italiaca,
il telefono squilla. Luigi riconosce la voce. E’ il sergente Steven. Un
italiano, Michael Karrier e’ stato ucciso nell’Art Gallery of Ontario
mentre guardava un video che faceva parte di una mostra intitolata Ultima Thule.
Michael Karrier il cui vero nome era Michele Carrieri e’ stato pugnalato
nella nuca in una sala video e l’arma del delitto non e’ stata rinvenuta.
Perche’ Michele Carrieri aveva cambiato nome ? perche’ e’
stato ucciso ? era un mafioso o comunque legato a certi ambienti ? che arma
da punta e’ stata usata ? perche’ Michele Carrieri teneva nel portafoglio
un articolo di un giornale di provincia su un noto politico italiano e una poesia
?
Il cammino della nazionale verso la sconfitta in finale segnera’ il dipanarsi
degli avvenimenti.Il romanzo si svolge essenzialmente a Toronto nell’ambiente
della comunita’ canadese di origine italiana. Nel 1982 quando la nazionale
di calcio italiana vinse i mondiali, circa cinquecentomila italocanadesi riempirono
le strade di Toronto per festeggiare. Ancora oggi i mondiali sono l’avvenimento
piu’ seguito nelle varie “little Italy” di Toronto e del Canada.
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